![]() |
Utopia, di Sir Thomas More |
L'autore Michele C. Del Re presenta la sua concezione di utopia legata ai giardini nel libro "Utopia del giardino. Cercar giardini del sogno". Come riporta la pagina stessa del libro:
"Con “Utopia del giardino”, Michele del Re ci conduce ai giardini ideali nel mondo verso la valle divina di Hunza, l’erta favolosa di Cintra, il contra-mundus di Monte Verità, e ci narra la fioritura di giardini talvolta iperreali, talvolta ridotti a quinte teatrali, nel cinema popolato di giardini; questo, sulla strada del giardino come utopia, come grande archetipo. Incontreremo alcuni giardini costruiti come percorsi, dal piccolo bosco-giardino delle Palómbole (work in progress mio e se volete, dei lettori), alla meraviglia che è la Scarzuola, per poi ritrovare i giardini nei sogni, e in ultimo il segreto archetipo delle nostre nostalgie, delle nostre speranze, della nostra attesa. E forse la conclusione ci riporterà a sentire il giardino come grande momento d’incontro tra noi e la dinamica del cosmo, di cui facciamo parte ora e sempre. In un bosco magico, non in un giardino, si svolge l’itinerario di Ulisse avviato dalla Maga Circe ai misteri dell’oltretomba; in un bosco magico Enea trova il ramoscello d’oro guida al suo peregrinare. Ma quando l’eroe stesso crea il luogo magico, lo forgia e lo modella ai suoi fini di trascendente realizzazione, allora sorge un giardino del sogno che, muto per il profano, trova senso con la guida segreta della maga, o dell’unicorno o del cavallo alato, oppure con la chiave arcana che sta lì, davanti a tutti, presente nel disegno, nelle piante, nella configurazione del giardino; ma bisogna saperlo leggere, il giardino, perché quadrati, aiuole, fontane, ghiribizzi apparentemente casuali, statue più o meno nascoste conducano alla porta d’oro della conoscenza."
"Con “Utopia del giardino”, Michele del Re ci conduce ai giardini ideali nel mondo verso la valle divina di Hunza, l’erta favolosa di Cintra, il contra-mundus di Monte Verità, e ci narra la fioritura di giardini talvolta iperreali, talvolta ridotti a quinte teatrali, nel cinema popolato di giardini; questo, sulla strada del giardino come utopia, come grande archetipo. Incontreremo alcuni giardini costruiti come percorsi, dal piccolo bosco-giardino delle Palómbole (work in progress mio e se volete, dei lettori), alla meraviglia che è la Scarzuola, per poi ritrovare i giardini nei sogni, e in ultimo il segreto archetipo delle nostre nostalgie, delle nostre speranze, della nostra attesa. E forse la conclusione ci riporterà a sentire il giardino come grande momento d’incontro tra noi e la dinamica del cosmo, di cui facciamo parte ora e sempre. In un bosco magico, non in un giardino, si svolge l’itinerario di Ulisse avviato dalla Maga Circe ai misteri dell’oltretomba; in un bosco magico Enea trova il ramoscello d’oro guida al suo peregrinare. Ma quando l’eroe stesso crea il luogo magico, lo forgia e lo modella ai suoi fini di trascendente realizzazione, allora sorge un giardino del sogno che, muto per il profano, trova senso con la guida segreta della maga, o dell’unicorno o del cavallo alato, oppure con la chiave arcana che sta lì, davanti a tutti, presente nel disegno, nelle piante, nella configurazione del giardino; ma bisogna saperlo leggere, il giardino, perché quadrati, aiuole, fontane, ghiribizzi apparentemente casuali, statue più o meno nascoste conducano alla porta d’oro della conoscenza."
![]() |
Utopia del giardino, di Michele C. del Re |
Fonti:
Fonti immagini:
Nessun commento:
Posta un commento