lunedì 8 giugno 2020

STEP #21-"Etica ambientale"

"ètica s. f. [dal lat. ethĭca, gr. ἠϑικά, neutro pl. dell’agg. ἠϑικός: v. etico1]. – Nel linguaggio filos., ogni dottrina o riflessione speculativa intorno al comportamento pratico dell’uomo, soprattutto in quanto intenda indicare quale sia il vero bene e quali i mezzi atti a conseguirlo, quali siano i doveri morali verso sé stessi e verso gli altri, e quali i criterî per giudicare sulla moralità delle azioni umane: e. socratica, e. edonistica, e. kantiana, e. utilitaristica, e. nietzschiana; Etica Nicomachea e Etica Eudemea, titoli di due opere morali di Aristotele. In senso più ampio, complesso di norme morali e di costume che identificano un preciso comportamento nella vita di relazione con riferimento a particolari situazioni storiche: e. greca, e. cristiana; e. protestante, quella che, secondo le tesi del sociologo tedesco Max Weber (1864-1920), avrebbe informato in Europa lo spirito del capitalismo dopo il 16° sec. nei paesi protestanti, o fra le sètte protestanti all’interno dei paesi cattolici (si tratterebbe di un’etica razionalistica che assegna fini essenzialmente mondani, quali l’impegno, il lavoro, la riuscita, e soprattutto l’accumulazione metodica della ricchezza). In partic., e. professionale, l’insieme dei doveri strettamente inerenti alle attività professionali svolte nella società."



Dopo aver dato una definizione di etica prendiamo in esame il modo con il quale questa vada a trovare un'intersezione con il concetto di giardino.Consideriamo quindi quella che è definita etica ambientale che si pone l'obbiettivo di andare a ridefinire il rapporto tra umano e non umano sovrastando la visione precedente di matrice antropocentrica. Secondo questo modo di ragionare bisognerebbe ripensare dalle basi il modo di agire umano a favore di un maggiore impegno ambientalistico.
L'etica ambientale anche se ha cominciato ad affermarsi alla fine degli anni '70 ha radici molto più antiche ma senza essere mai trattata in modo approfondito. Si può pensare a Platone che con la voce di Crizia parla degli effetti antropologici sulla natura senza però scendere in un'analisi dettagliata o a Locke il quale afferma che l'uomo deve essere il saggio amministratore della natura ma rimanendone però il padrone.
Come già detto questo tipo di mentalità è stata dettato da un forte antropocentrismo perpetrato nel corso dei secoli il quale è difficile da oltrepassare a favore di una mentalità più eco-orientata. Da questo punto di vista si può cogliere anche quello che può essere un aspetto negativo di questo tipo di etica. Infatti non bisognerebbe mettere completamente in secondo piano l'uomo ma invece bisognerebbe cercare un giusto equilibrio tra le due parti e ne è la prova la presenza di varie correnti di pensiero di forza e ampiezza diverse più o meno pro alla presenza dell'essere umano in questa filosofia.


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